Endometriosi. Ne avete mai sentito parlare?
L'adolescenza è un periodo della vita unico e irripetibile: cambiano gli interessi, cambia il corpo, il gruppo dei pari diventa fondamentale. Eppure non è così per tutti: per milioni di donne, l'adolescenza segna l'inizio di sofferenze e incomprensioni dovute ad una condizione patologica chiamata "endometriosi".
L'endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale (ghiandole e stroma) in sede eterotopica o, per meglio dire, al di fuori dalla cavità uterina.

Si tratta di una malattia complessa che comporta quasi sempre, per la donna, una severa sintomatologia dolorosa, un peggioramento del benessere fisico e psichico, la compromissione degli organi riproduttivi, sub-infertilità o infertilità assoluta, un impatto fortemente negativo sulla qualità di vita, sulla vita di coppia, sulla vita sociale, sulla sessualità e sul lavoro.
I sintomi più comuni dell'endometriosi pelvica sono: dolore durante le mestruazioni, dolore durante i rapporti sessuali, infertilità, dolore pelvico. Tuttavia, non si può sostenere che tutte le donne che presentano i disturbi citati siano affette da endometriosi.
In reazione a una malattia cronica come l'endometriosi, si possono constatare sentimenti come: paura, confusione, insicurezza, ansia, frustrazione, depressione, rabbia e solitudine. Questi sentimenti, contribuiscono poi a determinare nelle donne sensi di colpa, scarsa fiducia in se stesse e poca autostima, aumento d'intensità dei conflitti psichici e senso di alterazione dell'immagine corporea.
Data l'estrema variabilità dei tempi per la diagnosi, che spesso arriva dopo 7-10 anni dalla comparsa dei sintomi, e la difficoltà a raggiungere un esito diagnostico certo, la donna si sente spesso lasciata sola, non capita, alle prese con una malattia reale ma che per "gli altri" è presente solo nella sua testa.
Se l'endometriosi causa sgomento tra i medici
come possono sentirsi coloro che ne sono affette?
(Mary Lou Ballweg, fondatrice e presidente
dell'Endometriosis Association)
Come detto in precedenza, l'endometriosi può avere ripercussioni negative sia nella sessualità che nella vita di coppia: il dolore, infatti, è tra gli inibitori più importanti della lubrificazione vaginale; di conseguenza, provando dolore, la donna si ritira gradualmente dalla vita sessuale.
Purtroppo, per il dolore non esiste un "misuratore di intensità" come avviene, ad esempio, per la febbre. Non basta un termometro in questo caso, nè qualsiasi altro strumento. Proprio per questo motivo, partner, amici, familiari e colleghi possono non comprendere il dolore reale che la donna sta provando, deridendole e respingendole. La sensazione di essere respinte perché "sofferenti", può portare ad uno stato di isolamento auto-prodotto, generando ulteriori sensi di colpa nella donna.
Cosa può fare lo psicologo?
"Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell'individuo, del gruppo e della comunità.
In ogni ambito professionale, opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace".
- Codice Deontologico degli Psicologi Italiani
L'uso dei farmaci e della terapia chirurgica è solo uno dei tanti problemi che le donne affette da endometriosi si trovano a dover affrontare , mentre un dato di cui bisogna tenere conto, in qualsiasi intervento di supporto alla donna, è quello che si riferisce ad una visione dell'individuo nella sua totalità.
Non è facile, occorre un rovesciamento di sguardi, un capovolgimento di schemi a cui per molto tempo siamo stati abituati.
La figura dello psicologo e quella del sessuologo non vanno a sostituire il medico nel trattamento dell'endometriosi ma possono affiancarlo nel lavoro in equipe in quanto, oltre a compromettere la salute fisica della donna, essa è anche una malattia che porta ad una reale sofferenza psichica. Né lo psicologo né il sessuologo vanno ad intervenire sull'endometriosi in quanto malattia, ma vanno ad intervenire sulle conseguenze che essa comporta tra cui le disfunzioni sessuali, difficoltà di concepimento, difficoltà a riconoscere e a gestire le emozioni, gestione del dolore, accettazione della malattia.
In Italia, sono nate delle associazioni tra cui l' "Associazione Italiana Endometriosi" e l' "A.P.E" che supportano le donne affette da questa malattia.